L’odore è di resina secca, umidità attenuata, polvere fine.
Un tronco tagliato oggi non è pronto a diventare mobile domani. Per secoli, i falegnami hanno saputo che il tempo stesso è il miglior falegname. La stagionatura, lenta e paziente, trasforma il legno grezzo in materia stabile, resistente e capace di accogliere finiture naturali senza deformarsi.
Origini storiche della stagionatura
Le prime tracce di legno stagionato risalgono all’antico Egitto e alla Roma classica, dove gli strumenti e le costruzioni navali richiedevano materiali affidabili e durevoli. Nel Medioevo, la pratica diventa sistematica:
- i tronchi venivano tagliati solo in inverno, quando la linfa è al minimo
- venivano stoccati in luoghi ventilati, lontano da umidità diretta
- si lasciavano stagionare anche per 5–10 anni prima della lavorazione
Il principio era chiaro: il legno deve perdere l’acqua in eccesso gradualmente, evitando fessurazioni e deformazioni.
Tecniche e ambienti di stagionatura
La stagionatura non è mai stata uniforme. I maestri del passato conoscevano il legno come un organismo vivo:
- Stagionatura all’aperto: tronchi impilati in modo da permettere la ventilazione, coperti solo dal sole diretto o dalla pioggia intensa.
- Stagionatura in magazzini chiusi: ambienti controllati con assorbimento e ventilazione regolata, tipici delle botteghe rinascimentali.
- Stagionatura artificiale primitiva: forni caldi o stufe di legno per accelerare parzialmente l’essiccazione senza stressare le fibre.
Ogni specie di legno richiedeva tempi e condizioni differenti: il rovere e il noce richiedevano anni, il tiglio e il pino mesi.

Lo sapevi che?
I grandi ebanisti del XVII e XVIII secolo spesso acquistavano legno stagionato per decenni, proveniente da foreste pubbliche o riserve nobiliari, perché solo così i loro mobili potevano resistere al tempo senza deformarsi.
Effetti della stagionatura sul legno
La stagionatura non è un semplice essiccamento: è una trasformazione chimica e fisica:
- riduce l’umidità interna
- stabilizza le fibre legnose
- aumenta la densità apparente
- migliora la resistenza meccanica
- favorisce una migliore interazione con oli, cere e resine
Un legno correttamente stagionato reagisce meglio alla piallatura, agli incastri e alla lucidatura, mantenendo le superfici lisce e uniformi senza assorbire eccessivamente i prodotti di finitura.
La stagionatura e la manutenzione moderna
Il principio della stagionatura resta fondamentale anche oggi. Anche con essenze lavorate industrialmente:
- il legno “giovane” tende a deformarsi
- la finitura non aderisce in maniera uniforme
- la longevità del mobile diminuisce
Per questo, nei mobili artigianali di alta qualità, come quelli trattati con cera naturale KLG, il legno stagionato è imprescindibile: permette alla protezione di penetrare correttamente e di conservare il mobile per decenni.
Il ponte con il presente
La stagionatura è un invito alla pazienza e al rispetto della materia.
Ogni fibra legnosa ha bisogno di tempo per adattarsi all’ambiente e diventare stabile.
Chi salta questa fase rischia superfici instabili, finiture incomplete e mobili destinati a soffrire nel tempo.
Il tempo è più di un alleato: è parte integrante del processo creativo.
Non esiste tecnologia che possa sostituire anni di stagionatura naturale.
Proteggere e rispettare questa fase significa onorare la storia del mobile e del legno, un principio alla base della filosofia KLG.
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